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Giacomo Leopardi pag. 926-945 pag. 946-1019

Giacomo Leopardi pag. 926-945 pag. 946-1019. Recanati. Casa natale di Leopardi. Stemma famiglia Leopardi. Casa Leopardi. Monumento di Leopardi a Recanati. Biblioteca di casa Leopardi. La tomba di Leopardi (Parco vergiliano a Piedigrotta o Parco della Tomba di Virgilio, Napoli).

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Giacomo Leopardi pag. 926-945 pag. 946-1019

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Presentation Transcript


  1. Giacomo Leopardi pag. 926-945pag. 946-1019 Elettra Gambardella - ITU Pisogne

  2. Recanati

  3. Casa natale di Leopardi Stemma famiglia Leopardi

  4. Casa Leopardi

  5. Monumento di Leopardi a Recanati

  6. Biblioteca di casa Leopardi

  7. La tomba di Leopardi(Parco vergiliano a Piedigrotta o Parco della Tomba di Virgilio, Napoli)

  8. Torre del passero solitario

  9. Casa di Silvia

  10. Recanati (Stato pontificio), 1789 da Monaldo e Adelaide Antici • Nobili decaduti economicamente, padre reazionario di cultura accademica • L’influenza di un ambiente bigotto e conservatore nella psicologia del poeta • Sette anni di studio matto e disperatissimo dopo l’istruzione ecclesiastica • Istruzione arcadico-illuminista ari da e disconnessa dai saperi del tempo • 1815: la conversione dall’erudizione al bello e l’amicizia con P. Giordani • 1819: il tentativo di fuga dalla casa paterna e la prostrazione interiore • Prima percezione nullità di tutte le cose, nucleo fondante del suo pensiero • La maturazione della produzione poetica: Zibaldone, Idilli e Canzoni • 1822-23: la deludente esperienza romana e il rientro a Recanati • Il nuovo lavoro con l’editore Stella e i soggiorni di Roma, Bologna e Pisa • La creazione dei Grandi Idilli: A Silvia • Il ritorno a Recanati a causa dei mancato guadagni: 16 mesi di notte orribile • 1830: l’ultima ripartenza da Recanati grazie all’aiuto di amici fiorentini • Nuova fase intellettuale, confronto con i liberali e ‘ciclo di Aspasia’ • L’amicizia particolare con Antonio Ranieri e il trasferimento a Napoli • La morte nel 1837 poco prima della composizione de La ginestra Elettra Gambardella - ITU Pisogne

  11. Zibaldone: testimone processo idee meditate e sviluppate in continuum • Centro meditazione leopardiana: il motivo pessimistico dell’infelicità • 1830: la teoria di un piacere sensibile e materiale, eredità sensismo 1700 • La tensione inappagata verso un piacere infinito: origine dell’infelicità • Nessuna spiritualità o metafisica: la concreta realtà • Prima fase pessimismo: Natura, madre benigna e provvidenziale • Origine infelicità: allontanamento umanità dal piacere (v. Greci e Romani) • Dicotomia Natura-Ragione\Antichi-Moderni • La critica alla società del tempo: il titanismo contro la codarda età • Il pessimismo storico: condizione infelicità come esito processo storico • L’infelicità relativa: condizione di dolore riservata anche agli antichi (illusi) • Il male: elemento stesso della natura • Il dualismo male-fato fino all’intuizione della Natura matrigna e malevola • L’approdo alla concezione finalistica, meccanicistica e materialistica • Uomo vittima innocente della Natura, autrice disinteressata alla sua felicità • Origine infelicità uomo: i mali esterni (malattie, eventi negativi, vecchiaia) • Pessimismo cosmico: natura condanna intera umanità in ogni tempo e luogo • Abbandono titanismo: l’inutilità della protesta • L’atarassia: contemplazione e ironia

  12. Irraggiungibilità piacere infinito, figurazione piaceri infiniti con immaginazione • Realtà immaginata: compensazione realtà vissuta di noia e infelicità • Il vago e l’indefinito: il lontano, l’ignoto • Teoria della visione: la vista impedita da uno ostacolo scintilla d’immaginazione • Teoria del suono: il canto che si affievolisce, lo stormire tra le fronde • Il bello poetico: l’evocazione di sensazioni riaffioranti dalla fanciullezza • La rimembranza: poesia = recupero visione fanciullezza tramite memoria • Gli antichi: immaginosi come fanciulli perché vicini alla Natura • La perdita di tale immaginosità nei moderni • Differenza tra poesia d’immaginazione e poesia sentimentale • La mancata rinuncia alla immaginosità dei suoi versi: il vagheggiare Elettra Gambardella - ITU Pisogne

  13. La formazione classicista e la lontananza dalle posizione dei romantici • Critica alla artificiosità retorica romantica in contrapposizione ai classicisti • Il dissenso all’aderenza del vero, tomba di ogni immaginazione • La riproposizione dei classici come modello di freschezza e spontaneità • Il classicismo romantico e la predilezione per la lirica • La contrapposizione alla poetica romantica manzoniana e lombarda • La vicinanza i romantici d’Oltralpe Elettra Gambardella - ITU Pisogne

  14. 1816-23: periodo di sperimentazioni (idilli, elegie, canzoni, tragedie, inni) • Canzoni: impianto classicistico, linguaggio aulico (tradizione foscoliana) • Impegno civile e polemica vs civiltà presente affogata nella nebbia di tedio • Ad Angelo Mai: caro immaginar e leggiadri sogni persi in conoscenza vero • Ultimo canto di Saffo: il titanismo eroico • Idilli: temi intimi e biografici, linguaggio colloquiale, limpida semplicità • Espressioni di sentimenti, affezioni, avventure storiche del mio animo (istantanee di vita interiore) • L’Infinito, Alla Luna (ricordanza), La sera del dì di festa (esclusione vita sociale), Il sogno (giovinezza spezzata) • Il silenzio artistico dal 1823 al 1828: il lamento per le fine delle illusioni giovanili, dell’immaginazione e del sentimento • L’investigazione dell’arido vero: le Operette Morali (passaggio a pessimismo assoluto) • Atteggiamento più distaccato verso la realtà • La ripresa della produzione artistica grazie al soggiorno a Pisa (A Silvia) • 1829-30: Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Il passero solitario (ripresa primi idilli) Elettra Gambardella - ITU Pisogne

  15. Distanza dai Primi Idilli: la consapevolezza del vero e la vanità degli ameni inganni • La felicità creata dalla memoria e accampata sullo sfondo del nulla • Il vero della delicatezza e del riserbo, la distanza dal caro immaginar • L’assenza di slanci e impeti disperati figlia del pessimismo assoluto e immobile • Dal linguaggio aspro e tragico (Bigi) a quello misurato ed equilibrato • La metrica assecondante la vaghezza e l’immaginifico: settenari, endecasillabi, gioco libero di rime e assonanze • 1830: il ciclo di Aspasia, vicende personali fiorentine e nuove tematiche (contatto diretto con gli uomini) • L’incontro con Fanny Targioni Tozzetti e la fine dell’inganno estremo • La messa in opera di una poesia nuda e severa, priva di sensibilità, con atteggiamenti energici, combattivi ed eroici • La critica ai progressisti e ottimisti esaltatori del progresso. No ai liberal-moderati • L’opposizione del materialismo allo spiritualismo religioso romantico • La religione come favola infantile e sciocca, nel contempo vile • La satira della Palinodia al marchese Gino Capponi • Paralipomeni della Batracomiomachia: il fallimento dei moti liberali (topi, liberali napoletani; rane, borbonici) • La ginestra: testamento spirituale dell’autore (chiusura suo percorso poetico) e la possibilità di un miglioramento grazie alla social catena (poetica anti-idillica) Elettra Gambardella - ITU Pisogne

  16. 1824: composizione Operette morali al ritorno del deludente viaggio romano • Prose di argomento filosofico: invenzioni fantastiche, narrazione mitiche, storie paradossali, dialoghi tra personaggi favolosi (Ercole, la Terra, la Luna, Colombo, Tasso) • In alcune, interlocutore Leopardi; in altre, forma narrativa • Scrittura non bonaria o umoristica; l’infelicità inevitabile, la noia e il dolore nuclei fondanti • Sguardo fermo e lucido con il distacco dell’oggettività e del dominio intellettuale Elettra Gambardella - ITU Pisogne

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