1 / 66

ISM-Italia Corso di formazione per attivisti “in e per” la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 La fabbrica del falso isra

ISM-Italia Corso di formazione per attivisti “in e per” la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 La fabbrica del falso israeliana di Alfredo Tradardi. La fabbrica del falso israeliana. Indice La verità e il suo cammino La fabbrica del falso

giselle
Download Presentation

ISM-Italia Corso di formazione per attivisti “in e per” la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 La fabbrica del falso isra

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. ISM-ItaliaCorso di formazione per attivisti “in e per” la PalestinaMilano, 17-18 marzo 2012La fabbrica del falso israelianadi Alfredo Tradardi

  2. La fabbrica del falso israeliana Indice • La verità e il suo cammino • La fabbrica del falso • Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace

  3. La verità e il suo cammino La menzogna, sottile, impalpabile, sfuggente, galleggia, apodittica, sui mari dell'ignoranza e dell'indifferenza.

  4. La verità e il suo cammino Al contrario la verità è pietra, lavora su tempi imprevedibili. Nel breve sembra affondare e scomparire nelle paludi dell'ipocrisia e del cinismo.

  5. La verità e il suo cammino Un lungo processo ha messo in discussione e rovesciato i miti fondanti, trasformatisi in tabù, dello Stato di Israele.

  6. La verità e il suo cammino SimhaFlapanli ha cosìriassunti: • isionistiaccettaronoil piano dipartizionedell’ONU (1947) e prepararonopianidi pace • gliarabirifiutaronoil piano dipartizione e scatenarono la guerra • ipalestinesifuggironovolontariamente con la volontàdiriconquistareilpaese • tuttiglistatiarabisiunirono per espelleregliebreidallaPalestina • l’invasionearabareseinevitabile la guerra • Israeleinermetennetestaalladistruzioneda parte del Goliaarabo • Israele ha semprecercato la pace, ma nessun leader arabo ha mairisposto

  7. La verità e il suo cammino • IlanPappé, antisionista,e Avi Shlaim, sionista, sono tra coloro che hanno contribuito a fare tabula rasa della storiografia israeliana di regime. • Avi Shlaim, durante l'operazione Cast Lead, ha utilizzato per Israele la definizione di stato canaglia, cara agli Stati Uniti.

  8. La verità e il suo cammino Le istituzioni internazionali come l'ONU e i rapporti dei relatori speciali sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.

  9. La verità e il suo cammino Anche agli apostoli più razzisti della menzogna, come Benny Morris, può sfuggire, nei loro eccessi di zelo, qualche affermazione di veritàsulla pulizia etnica della Palestina.

  10. La verità e il suo cammino Quando si dice che nella Striscia di Gaza è in corso un genocidio molti si mostrano stupiti. ArnonSoffer,geografo e demografo, che si onora di aver definito il tracciato del Muro dell’Apartheid, lo propone senza alcun pudore.

  11. La verità e il suo cammino Secondo il rabbino capo di Safed, ShmuelEliyahu, su Gaza: “Se non si fermano dopo che noi ne abbiamo uccisi 100, allora dobbiamo ucciderne mille, e se non si fermano dopo mille allora dobbiamo ucciderne 10.000.

  12. La verità e il suo cammino C'è un abisso profondo tra noi (ebrei) e i nostri nemici, non solo nell'ingegno, ma nella moralità, nella cultura, nella santità di vita e nella coscienza.."

  13. La verità e il suo cammino E il primo ministro israeliano MenachemBegin: "La nostra razza è la razza Master. Noi siamo esseri divini in questo pianeta. Siamo differenti dalle razze inferiori come loro lo sono dagli insetti. Di fatto, paragonati alla nostra razza, altre razze sono bestie e animali, bestiame nel migliore dei casi.

  14. La verità e il suo cammino L'efficacia della verità La verità, o meglio le diverse verità, hanno prodotto risultati politici?

  15. La verità e il suo cammino L'immagine di Israele nel mondo ne è stata stravolta. La Svezia del Medio Oriente, l'unica democrazia in quello spazio del mondo, l'esercito più morale del mondo, o, se preferite, più democratico del mondo, hanno perso ogni credibilità.

  16. La fabbrica del falso

  17. La fabbrica del falso Il nostro scopo non è ottenere una società più trasparente; il nostro scopo è ottenere una società più giusta. J. Assange, intervista al Time, 1 dicembre 2010

  18. La fabbrica del falso “Basta tacere su quel che è accaduto “prima” perché la reazione degli offesi sembri una barbarie.” Muridal-Barghouti

  19. La fabbrica del falso La menzogna è il grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo. La sua presenza nella nostra società è generalizzata e pervasiva.

  20. La fabbrica del falso Gli arcana imperii, le verità inconfessabili del potere un tempo potevano essere coperte dal segreto. Oggi nell'epoca dei mezzi di comunicazione di massa e della politica mediatizzata il silenzio e il segreto sono armi spuntate. La verità deve essere occultata o neutralizzata in altro modo.

  21. La fabbrica del falso Versioni di comodo dei fatti Massimo rilievo a questioni di scarsa importanza Pericoli e nemici inesistenti per eludere quelli veri Le verità scomode vengono neutralizzate riformulandole in maniera appropriata.

  22. La fabbrica del falso IL TERRENO PRINCIPALE DELLA GUERRA CONTRO LA VERITA’ E QUELLO DEL LINGUAGGIO. IL POTERE DELLE PAROLE RISULTA DECISIVO PER LA COSTRUZIONE DEL CONSENSO.

  23. La fabbrica del falso Fenomenologia della menzogna • La verità mutilata • La verità dimenticata • La verità messa in scena • La verità rimossa • La verità imbellettata • La verità elusa

  24. La fabbrica del falso La verità mutilata La verità non è più verità se la si strappa al suo contesto, a ciò che le sta intorno, in senso proprio e figurato. La famosa sequenza dell'abbattimento della statua di Saddam. La piazza era praticamente deserta.

  25. La fabbrica del falso Il contesto lo spazio circostante le circostanze entro le quali va collocato l'evento il prima e il poi dell'evento

  26. La fabbrica del falso La trasformazione dei processi in istantanee L'attenzione al particolare puntiforme a scapito del contesto La mitologia dell'Inizio assoluto Evento, Inizio, Orrore, Nemico. Il “primo” attentato suicida

  27. La fabbrica del falso L'operazione Cast Lead L'attacco israeliano a Gaza è stata una risposta al lancio di missili da parte di Hamas Morale: i palestinesi se la sono cercata.

  28. La fabbrica del falso La verità dimenticata Napoleone: dirigere monarchicamente l'energia dei ricordi La storia come instrumentum regni La negazione e la distruzione del passato Il trionfo della storia di chewing-gum o della storia-Disneyland Rintracciare nella storia la conferma dell'immagine che la società attuale – le sue classi dominanti – intende dare di se stessa e della propria presunta superiorità

  29. La fabbrica del falso Espungere dal passato ciò che quotidianamente si rimuove dal presente: le contraddizioni e i conflitti sociali Il passato, ciò che è lontano nel tempo, diviene una copia sbiadita e banalizzata del nostro presente, al massimo condita da bizzarrie e superstizioni un po' patetiche. Per il passato recente: la strategia dell'oblio e della riconciliazione

  30. La fabbrica del falso Paolo Mieli e i delitti di Pinochet e di Videla: “ritengo che, ancorché mi ripugni quel che fecero Pinochet e Videla, una dose di oblio sia un elemento indispensabile per rimettere in equilibrio paesi reduci da una guerra civile.” Nessuna reale riconciliazione è possibile sulla base dell'oblio; “la riconciliazione richiede il contrario di questo ...Una reale riconciliazione nasce da ciò che il colpevole tenta di evitare: piena informazione, risarcimento del torto e giustizia” (Remembering Allende, International Herald Tribune, 11 settembre 2003

  31. La fabbrica del falso La parola d'ordine della riconciliazione richiede e vuole questo: far vincere l'ingiustizia anche nel ricordo, cancellando i simboli e l vba memoria delle lotte passate, dei morti e dei crimini subiti. La memoria di Giampaolo Pansa à la carte: Il sangue dei vinti. Così, se in un romanzo di diversi anni fa Pansa “cominciava il racconto con lui bambino atterrito dal volto tumefatto del partigiano Tom, oggi comincia il suo racconto con lui bambino atterrito dal volto tumefatto del brigatista nero”. 

  32. Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace The Israel Project’s 2009 GLOBAL LANGUAGE DICTIONARY Dizionario per un linguaggio globale

  33. Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace CAPITOLO 1: 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE CAPITOLO 2: UN GLOSSARIO DI TERMINI CHE FUNZIONANO CAPITOLO 3: COME PARLARE DELL’AUTOGOVERNO E DELLA PROSPERITÁ PALESTINESE CAPITOLO 4: ISOLARE IL FILO-IRANIANO HAMAS COME UN OSTACOLO ALLA PACE CAPITOLO 5: IL LINGUAGGIO PER CONTRASTARE UN IRAN NUCLEARIZZATO CAPITOLO 6: GAZA: IL DIRITTO DI ISRAELE ALL'AUTODIFESA E A CONFINI DIFENDIBILI

  34. Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace CAPITOLO 7: PACE: IL MESSAGGIO CENTRALE CAPITOLO 8: INSEDIAMENTI CAPITOLO 9: GERUSALEMME CAPITOLO 10: GARANZIE DI PRESTITI & AIUTI MILITARI CAPITOLO 11: IL MURO DI SICUREZZA & I CHECK-POINTS CAPITOLO 12: DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA

  35. Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace CAPITOLO 13: LE NAZIONI UNITE CAPITOLO 14: PARLARE DEGLI ARABI-ISRAELIANI CAPITOLO 15: PARLARE DEI BAMBINI E DELLA CULTURA DELL’ODIO CAPITOLO 16: LEZIONI DA TRARRE DAL LINGUAGGIO DEL PRESIDENTE OBAMA CAPITOLO 17: PARLARE ALLA SINISTRA AMERICANA CAPITOLO 18: ISRAELE E LA COMUNICAZIONE NEI CAMPUS

  36. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • Alle persone da persuadere non interessa molto quanto ne sapete, fino a che non sanno quanto ve ne importa. Mostrate empatia per ENTRAMBE le parti! • Usate l’Empatia

  37. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • Spiegate i vostri principi • Distinguete chiaramente tra il popolo palestinese e Hamas • Non esiste mai, mai, nessuna giustificazione per il massacro deliberato di donne e bambini innocenti. MAI.

  38. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • Non affermate che Israele è esente da errori o colpe. • Usate l’umiltà. • Controllate il tono della vostra voce. • Basta. Basta. Basta. • Ricordate, ripetutamente, alla gente, che Israele desidera la pace.

  39. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • Tracciate un parallelo diretto tra Israele e l’America, che includa la necessità di difendersi dal terrorismo. • Non parlate di religione. • Qualsiasi cosa vi chiedano, collegatelo ad un produttivo messaggio filo-israeliano.

  40. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • Parlate del futuro, non del passato • Speranza • Usate domande retoriche • Andate dove c’è la gente

  41. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • K.I.S.S. e ripeti e ripeti continuamente (K.I.S.S. Acronimo di Keepitsimple, stupid) • Evitate le “analisi-paralisi” e siate pro-attivi. • Il problema non è a che cosa siete contrari - ma a che cosa siete favorevoli. Allo stesso modo, evitate di porre le questioni in termini di “no”.

  42. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • Iniziate un messaggio, un comunicato stampa, una dichiarazione, o un dibattito conil vostro messaggio migliore e positivo. Iniziate con argomenti positivi, come pace, rispetto reciproco, simpatia per le condizioni dei palestinesi e dei loro bambini, e simili. • Concedete un punto.

  43. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • Non usate mai, mai e poi MAI termini perentori. Mai. • Riconoscete la complessità della situazione e cercate di semplificarla e renderla chiara. • Non tentate di mettere a confronto la vostra credibilità con quella dei media. • Non cercate di mettere a confronto la vostra credibilità con quella della comunità mondiale.

  44. 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE • La reciprocità è un concetto chiave • “Rispetto reciproco” è sempre meglio di “tolleranza.” • “Vivere in pace, fianco a fianco” • Gli israeliani e i palestinesi hanno entrambi DIRITTO a ... Più calcate su entrambe le parti hanno pari diritti, e meglio sarà • “Cooperazione, Collaborazione e Compromesso.”

  45. UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI • Responsabilità • Costruire • Bambini • Venite a Gerusalemme a lavorare per la pace • Cooperazione, collaborazione e compromesso • Lanciare deliberatamente dei missili sulle comunità civili

  46. UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI • Diplomazia economica • Prosperità economica • Esempi di tentativi di pace • Pari diritti: la tragedia è che i palestinesi hanno molto meno diritti sotto il loro governo di quanti ne abbiano gli arabi israeliani sotto il nostro. • Da essere umano a essere umano • Umanizzate i missili

  47. UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI • Se….Se….Se….Allora • Vivere insieme, fianco a fianco • Islam militante • Rispetto reciproco • Nessuno deve lasciare la propria casa • Un passo per volta, un giorno per volta • La pace prima dei confini politici • Tenacia e perseveranza

  48. UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI • Prevenire • Il diritto a • Progresso sociale • Piano di azione specifico • Tutti noi abbiamo commesso errori • Siamo in questa situazione tutti insieme • Lavorare per una soluzione

  49. GLI INSEDIAMENTI “Se ci deve essere una vera pace, gli israeliani e i palestinesi dovranno vivere fianco a fianco. L’idea che dove ci sono palestinesi non ci può essere alcun ebreo, che alcune aree devono essere senza ebrei è un’idea razzista. Noi non diciamo che dobbiamo fare la pulizia degli arabi da Israele.”

  50. GLI INSEDIAMENTI Gli insediamenti sono l'unica questione difficile per Israele e l’ostilità verso di essi e verso la politica israeliana che sembra incoraggiare l’attività degli insediamenti è chiaramente evidente.

More Related