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Scrivere la bibliografia e le note

2. L'apparato bibliografico: un valore aggiunto. La bibliografia:

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Scrivere la bibliografia e le note

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Presentation Transcript


    1. 1 Scrivere la bibliografia e le note Alle prese con saggi, articoli e siti A cura di Valentina Martino

    2. 2 L’apparato bibliografico: un valore aggiunto La bibliografia: è l’elenco di tutti i documenti e i materiali (libri, saggi, articoli, rapporti, siti, letteratura grigia, etc.) citati nella tesi o in un qualsiasi testo scientifico; rappresenta l’impianto teorico e metodologico sul quale si basa l’intero lavoro; Le note bibliografiche: sono la mappa dei riferimenti - esterni e interni - che corredano la tesi; consentono di riportare le fonti di volta in volta citate/utilizzate a fondo pagina, oppure a fine capitolo.

    3. 3 I criteri di stesura della bibliografia a) Scelta di criteri di citazione fissi, che vanno rispettati sistematicamente: ordine alfabetico (per cognome autore); ordine tematico, attribuendo una titolazione a ciascun sotto-gruppo di testi (es.: testi sulla fruizione televisiva; testi sugli effetti dei media, etc.); suddivisione per tipologia di opere (es.: libri/saggi, articoli su quotidiani/riviste, rapporti di ricerca, atti di convegni, siti…); b) Dopo la bibliografia tradizionale è opportuno riportare, se utilizzate, la webgrafia (o sitografia) o altre bibliografie specifiche.

    4. 4 La bibliografia “ragionata” Selezione dei testi e dei contributi di riferimento più rilevanti; Stesura di brevi abstract, in cui si procede a una sintetica descrizione dei contenuti del documento, corredata da un altrettanto breve commento critico.

    5. 5 Esempio di bibliografia “ragionata”

    6. 6 La bibliografia: informazioni standard Nella fattispecie più comune di testi citati, e cioè quella dei libri: nome dell’autore/i o curatore/i; titolo (e sottotitolo) dell’opera; casa editrice; luogo di edizione; anno di edizione. L’importante è seguire sempre una stessa sequenza di informazioni, nel rispetto delle convenzioni base e della punteggiatura.

    7. 7 I libri: informazioni standard Autore, Titolo e sottotitolo in corsivo, casa editrice, città, anno di edizione. Es.: Wolf Mauro, Teorie delle comunicazioni di massa, Bompiani, Milano, 1985. oppure: Wolf Mauro, 1985, Teorie delle comunicazioni di massa, Bompiani, Milano.

    8. 8 Scrivere la bibliografia e le note Si può scegliere tra due sistemi alternativi di citazione bibliografica: Sistema standard Sistema autore-data L’importante è applicare sempre e con coerenza una stessa convenzione!

    9. 9 Due sistemi a confronto 1. Sistema standard (italiano) In nota (a piè di p./fine capitolo): 1 M. Morcellini, Passaggio al futuro. Formazione e socializzazione tra vecchi e nuovi media, Franco Angeli, Milano, 1997. In bibliografia: Morcellini Mario, Passaggio al futuro. Formazione e socializzazione tra vecchi e nuovi media, Franco Angeli, Milano, 1997.

    10. 10 Due sistemi a confronto 2. Sistema autore-data (americano) Nel corpo del testo: (M. Morcellini, 2004), (Morcellini, 2004) (M. Morcellini: 2004), (Morcellini: 2004) In bibliografia: Morcellini Mario, 2004, La scuola della modernità. Per un manifesto della media education, Franco Angeli, Milano.

    11. 11 Sistema autore-data: un caso particolare Nel corpo del testo: (Morcellini, 2004a) e (Morcellini, 2004b) In bibliografia: Morcellini Mario, 2004a, La scuola della modernità. Per un manifesto della media education, Franco Angeli, Milano. 2004b, Non solo media. I giovani tra realtà e rappresentazione, “Technology Review”, anno XVI, n. 5, pp. 44-45.

    12. 12 Opere con più autori Se l’opera è frutto del lavoro di più autori: Es.: M. Morcellini, G. Fatelli, Le scienze della comunicazione, Carocci, Roma, 1997. Se hanno collaborato alla realizzazione del testo più autori, ma solo uno di essi ne ha curato l’edizione, è opportuno citare quest’ultimo specificandone il ruolo di curatore: Es.: M. Morcellini (a cura di), Il Mediaevo italiano. Industria culturale, tv, tecnologie tra XX e XXI secolo, Carocci, Roma, 2005. Evitare rigorosamente di far riferimento a misteriosi “autori vari” (AA.VV.)!

    13. 13 Saggi in miscellanee Autore, “titolo del saggio fra virgolette”, in curatore/i (a cura di), titolo e sottotitolo dell’opera in corsivo, casa editrice, luogo, anno di ediz., pp. da-a. Es.: R. Barthes, “Società, immaginazione, pubblicità”, in V. Codeluppi (a cura di), La sfida della pubblicità, Franco Angeli, Milano, 1995, pp. 81-95. M. Morcellini, “Una rete sociologica sulla Rete”, in ID., A. G. Pizzaleo (a cura di), Net Sociology. Interazioni tra scienze sociali e Internet, Guerini e Associati, Milano, 2002, pp. 17-40.

    14. 14 Articoli su riviste e quotidiani M. Morcellini, Non solo media. I giovani tra realtà e rappresentazione, “Technology Review”, a. XVI, n. 5, ottobre 2004, pp. 44-45. M. Morcellini, I giovani non si lasciano incantare, “Il Messaggero”, 29 marzo 2005, p. 1. (*) in alternativa, è possibile invertire l’uso delle virgolette (“titolo dell’articolo”) e del corsivo (nome della rivista/quotidiano)

    15. 15 Testi stranieri e traduzioni In caso di opere non tradotte, il riferimento è per esteso all’edizione in lingua originale; Bourdieu Pierre, “The forms of capital”, in Richardson John G. (eds.), Handbook of theory and research for the sociology of education, Greenwood Press, New York, 1986, pp. 241-258. 2) Se esiste una traduzione italiana del testo, essa va specificata accanto alla citazione dell’edizione originale (“tr. it.” o “trad. it.”): Diana Crane, The Production of Culture. Media and the Urban Arts, Sage, Newbury Park - Calif., 1992 (trad. it. di Marco Santoro, La produzione culturale, Il Mulino, Bologna, 1997). Mike Featherstone, Consumer culture and postmodernism, Sage, London, 1990 (tr. it. Cultura del consumo e postmodernismo, Seam, Roma, 1994).

    16. 16 Testi stranieri e traduzioni 3) In alternativa alla citazione estesa, è necessario riportare almeno l’anno di prima edizione originale: Es.: Bourdieu Pierre (1979), La distinzione. Critica sociale del gusto, Il Mulino, Bologna, 1983. oppure: F. Colbert, 1994, Marketing delle arti e della cultura, Etas, Milano, 2000.

    17. 17 Siti e pagine web 1) Riportare l’indirizzo completo, possibilmente fra virgolette acute: <http://...>; 2) Specificare sempre la “data di ultima consultazione”. Es.: Istat: <http://www.istat.it>. Data di ultima consultazione: 23 marzo 2006. Sito web dell’Istituto Nazionale di Statistica, fonte ufficiale anche nell’ambito delle statistiche culturali (per queste ultime, il riferimento è al link “Società”). A seguito della nuova politica editoriale adottata dall’Istat, dal sito istituzionale sono scaricabili gratuitamente e in versione integrale tutti i rapporti statistici, suddivisi per sezioni e archivi tematici.

    18. 18 La citazione: diretta e indiretta La citazione indiretta: è il riferimento a concetti elaborati da un autore, di cui occorre riportare l’esatta fonte bibliografica; l’uso del Cfr. (“confronta”): quando il brano cui ci si riferisce è stato rielaborato, oppure si è presa liberamente ispirazione; La citazione diretta: quando si riporta letteralmente e per esteso un brano tratto dall’opera di un autore; in nota, richiede di specificare anche il numero della/e pagina/e citate.

    19. 19 La citazione diretta Se breve, va riportata fra virgolette (senza corsivo) nel corpo del testo; Se superiore a tre righe circa, va incidentata: carattere in corpo tipografico minore (-1 o -2 pt); allineamento del paragrafo rientrato rispetto al corpo del testo.

    20. 20 La citazione diretta La citazione può iniziare con puntini di sospensione, che indicano l’elisione di parte del brano: ovvero, si riporta parte del suddetto non iniziando da un punto fermo (.) presente nel testo; Puntini tra parentesi tonde (…) o quadre […]: se parti del periodo sono state tagliate perché ritenute superflue ai fini della citazione; Parentesi quadre [ad esempio]: quando la citazione è integrata con una o più parole non presenti nel testo originale, ma necessarie per collegare parti di testo citate.

    21. 21 Un esempio di citazione diretta Se si passa dall’analisi funzionale dei media valutati indipendentemente dal loro essere parte della struttura sociale ed economica, all’analisi funzionale dell’assetto istituzionale e proprietario dei mezzi stessi, si individuano altre funzioni: per esempio quella di contribuire al conformismo:

    22. 22 I numeri di pagina Se il brano è ripreso da una sola pagina, la si indica con una p puntata: Es. 1 P. Bourdieu, 1979, La distinzione. Critica sociale del gusto, Il Mulino, Bologna, 1983, p. 65. se si fa riferimento a più pagine consecutive (es. nella citazione di saggi e articoli), si usano due pp puntate: …., pp. 65-67. Se si fa riferimento a una serie di pagine non consecutive, è sufficiente intervallare i riferimenti con una “e”, oppure con virgole: …, pp. 65 e 67. …, pp. 65, 67, 122, 150.

    23. 23 La gestione delle note Le note - comprese quelle bibliografiche -vanno numerate in ordine progressivo all’interno di ogni Capitolo della tesi (? Menu “Inserisci”: “Interruzione di Sezione”); Vanno redatte in corpo minore rispetto al testo; Se il richiamo a uno stesso testo ricorre in più occasioni secondo il sistema bibliografico standard, occorre utilizzare formule di citazione abbreviata per evitare inutili ridondanze nelle note.

    24. 24 Il sistema standard: formule di citazione abbreviata A seconda dei casi, possono essere utilizzate le diciture: Ibidem Ivi Op. cit. Cit. N.B.: Al di là delle specifiche convenzioni utilizzate, il criterio è sempre quello di richiamare senza ambiguità un precedente riferimento bibliografico

    25. 25 “Ibidem” e “Ivi” Nel caso di ripetizioni in note successive: Ibidem: quando la citazione si ripete identica nella nota immediatamente successiva, senza quindi alcuna variazione e frapposizione di altri testi in nota: Es: 1) M. Morcellini, Lezione di comunicazione, Ellissi, Napoli, 2003. 2) Ibidem. Ivi, a cui segue l’indicazione del numero di p./pp.: quando la citazione di un testo si ripete nella nota immediatamente successiva, ma con riferimento a pagine differenti da quelle appena citate: Es: 1) M. Morcellini, Lezione di comunicazione, Ellissi, Napoli, 2003, p. 123. 2) Ivi, p. 135.

    26. 26 “Op. cit.” e “Cit.” Quando si richiama nuovamente (ma non nella nota successiva) un testo precedentemente citato, occorre indicare nuovamente l’autore, a cui segue l’indicazione: Op. cit. (e, se necessario, il numero di pagina), se si tratta della sola opera dell’autore citata nel testo: Es: 1) M. Morcellini, Lezione di comunicazione, Ellissi, Napoli, 2003, p. 112. 2) M. Wolf, Gli effetti sociali dei media, Bompiani, Milano, 1996. 3) M. Morcellini, op. cit, p. 125. Se nel testo è citata più di un opera dell’autore, occorre ripetere il titolo dell’opera (o parte di esso…), seguito dall’abbreviazione Cit.: Es. 1) M. Morcellini, Lezione di comunicazione, Ellissi, Napoli, 2003, p. 112. 2) M. Wolf, Gli effetti sociali dei media, Bompiani, Milano, 1996. 3) M. Morcellini, Lezione di comunicazione, cit., p. 125.

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