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Calendari pollinici di Fagaceae, di Betulaceae, di Coryilaceae

Calendari pollinici di Fagaceae, di Betulaceae, di Coryilaceae. Micofiti. I funghi o micofiti si riproducono e diffondono soprattutto per mezzo di spore. Essi ne producono differenti tipi che si possono originare per riproduzione sessuale o asessuale (conidi).

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Calendari pollinici di Fagaceae, di Betulaceae, di Coryilaceae

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Presentation Transcript


  1. Calendari pollinici di Fagaceae, di Betulaceae, di Coryilaceae

  2. Micofiti • I funghi o micofiti si riproducono e diffondono soprattutto per mezzo di spore. Essi ne producono differenti tipi che si possono originare per riproduzione sessuale o asessuale (conidi). • Le spore, con la respirazione, sono inalate in gran numero e una sostanziale porzione, soprattutto di quelle piccole, penetra nelle più profonde vie aeree. • Tra i miceti maggiormente in causa come allergeni troviamo Alternaria, Cladosporium, Aspergillus.

  3. Micofiti • Il tipo di spora, e la sua concentrazione nell'ambiente esterno, dipende da numerose variabili come i fattori climatici stagionali, tra cui temperatura, precipitazioni, vento, umidità dell'aria e alternanza di ore di luce e di buio. • In ambienti interni, le spore fungine diventano aerodiffuse quando vengono sollecitate da movimenti d'aria, molto spesso causati da attività umane. • Tutti i tipi di materiale organico, ma anche condizionatori e umidificatori, possono rappresentare delle sorgenti indoor di spore di muffe.

  4. Alternaria La diffusione di queste spore avviene prevalentemente nel periodo estivo. Richiede un clima umido per la sua crescita, ma la dispersione delle spore è favorita da un clima secco. Sono stati caratterizzati vari allergeni di tale micete: l'antigene maggiore di Alternaria alternata è siglato Alt a 1, con peso molecolare 28 KD. La prevalenza di sensibilizzazione a spore di Alternaria è stata riscontrata nel 3-12% dei soggetti allergici,

  5. Cladosporium Facilmente se ne conteggiano giornalmente migliaia per ogni metro cubo d’aria, con una prevalenza in giugno e in settembre-ottobre, soprattutto nelle ore centrali della mattina. La colonia forma un caratteristico tallo compatto, scuro, visibile sulle foglie delle piante, sugli arbusti e su ortaggi.

  6. Aspergillus fumigatus • Aspergillus fumigatus è la specie da più lungo tempo nota e descritta. L'allergene • identificato dell'Aspergillus fumigatus è classificato come Asp f 1 (Ag 3) di peso molecolare 18 KD. • Più recentemente è stata caratterizzata una molecola ad azione enzimatica, trattasi della Alfa Amilasi estratta da Asperigillus oryzae (Asp o2). • L'Alfa Amilasi è stata coinvolta in casi di alveoliti allergiche estrinseche nei lavoratori dell'industria alimentare (prodotti a base di soia) ed in particolare nei fornai. • Nei soggetti sensibilizzati anche l'ingestione degli alimenti, salsa di soia e pane, porta allo scatenamento di sintomi come riniti ed asma.

  7. Substrati outdoor per i più comuni micofiti • Alternaria: ortaggi, frutta • Aspergillus: ortaggi, fiori, cereali, fieno, terreno • Cladosporium: piante, frutta

  8. Substrati indoor per i più comuni micofiti • Alternaria: tessuti (tappeti, moquette, tappezzeria, ecc.) • Aspergillus: muri, polvere, effetti letterecci, carta, tessuti • Cladosporium: tessuti, frigoriferi

  9. Dermatophagoides pteronyssinus • Acaro molto diffuso nelle abitazioni; • Si trova soprattutto nei materassi, moquette, tappeti, divani, tende, dentro gli armadi, nei vestiti, tappezzeria delle auto, ecc. • Condizioni ottimali di crescita: temperatura 15-30°C e umidità relativa 70-80%.

  10. Gli allergeni degli acari • Gli allergeni possono essere emessi nell'ambiente con le sostanze prodotte dalle ghiandole tegumentali allo scopo di impermeabilizzare il rivestimento corporeo, oppure possono essere espulsi con il materiale fecale; • Si può ritenere che il 95% dell’allergene riscontrabile nelle colture di acari sia derivato dalle particelle fecali; • Le particelle costituite da allergeni possono essere di dimensioni grandi (>10m) o piccole (<5m) e solo queste ultime hanno la possibilità di penetrare nelle vie bronchiali.

  11. Allergeni di origine animale • Gli allergeni responsabili delle manifestazioni allergiche ai cani e ai gatti hanno origine, oltre che dalla forfora, dalle ghiandole sebacee, dalla saliva e dalle urine

  12. Gatto • L’allergene Fel d I, uno degli allergeni maggiori del gatto, è veicolato dalla saliva e dal sebo e poi spalmato dall’animale sulla propria pelliccia durante le operazioni di toilette; • Successivamente, dopo essiccazione della saliva, l’allergene si stacca dal pelo e passa nell’aria sotto forma di particelle di dimensioni molto piccole; • Per le piccole dimensioni, queste particelle penetrano con facilità nelle vie respiratorie inferiori, mentre il loro bassissimo peso determina il perdurare in sospensione per un tempo protratto, prima di depositarsi sulle superfici.

  13. Cavallo • La forfora che si libera in grande abbondanza dal cavallo rimane adesa agli abiti e può quindi essere responsabile di gravissimi accessi asmatici in soggetti sensibilizzati che venissero a contatto con tali indumenti, prima della accurata rimozione dei derivati epidermici dell’animale.

  14. Allergene

  15. Reazione allergica Legame dell’allergene Citochine Chemochine Leucotrieni Prostaglandine Mast cell Mast cell Vasodilatazione Molecole di adesione (ICAM-1) Reclutamento cellulare Istamina Fase precoce RINORREA PRURITO STARNUTAZIONI CONTRAZ MUSC LISCIO Fase tardiva INFIAMMAZIONE OSTRUZIONE

  16. 100 10 allergene (µg/g di polvere) soglia dei sintomi 1 0,1 0 2 4 6 8 10 12 mesi infiammazione minima persistente sintomi infiammazione Flogosi Minima Persistente L’esposizione ad un allergene a cui un soggetto è sensibilizzato provoca un’infiammazione delle vie aeree detta flogosi minima persistente (MPI) caratterizzata da aumentata espressione di ICAM-1 ALLERGENE ALLERGENE

  17. Flogosi Minima Persistente (MPI)“Priming” Fenomeno per cui ripetute esposizioni all’allergene abbassano la soglia di ipersensibilità allergica, ma contemporaneamente incrementano anche la reattività e quindi l’intensità della sintomatologia

  18. FASE PRECOCE FASE TARDIVA ALLERGENE Flogosi Minima Persistente (MPI)“Priming SINTOMI SOGLIA SINTOMATOLOGICA FLOGOSI MINIMA PERSISTENTE TEMPO ALLERGENE Canonica GW, 1985

  19. Sintomi

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