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LA FORZA DELLA SESSUALITA’ NELLA STORIA

LA FORZA DELLA SESSUALITA’ NELLA STORIA. Le divinità della fecondità.

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LA FORZA DELLA SESSUALITA’ NELLA STORIA

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Presentation Transcript


  1. LA FORZA DELLA SESSUALITA’ NELLA STORIA

  2. Le divinità della fecondità • L’uomo Sapiens Sapiens a differenza dei suoi predecessori sembra percepire la potenza della forza della sessualità, all’interno di santuari e con cerimonie la collega con l’anima e il divino, poiché è consapevole che essa da sola non può essere feconda e assicurare una discendenza. Lo testimoniano non solo i santuari rupestri con i loro graffiti, ma anche le numerosissime statuette in terracotta o scolpite in pietra che rappresentano figure con attributi femminili particolarmente pronunciati, ritrovati praticamente in tutto il mondo.

  3. La centralità della sessualità • La scoperta e la valorizzazione della sessualità segna un momento di passaggio molto forte nella storia di questa specie. • Alcuni studi sull’alimentazione e sui resti di uomini di Neanderthal e Cro-Magnon confermerebbero che l’uomo di Cro-Magnon sopravvisse all’uomo di Neanderthal perché assegnò ruoli diversi alla donna, riconoscendole una femminilità legata alla riproduzione ed all’accudimento della prole. • Mentre il Neanderthal la porta con sé nelle battute di caccia, mettendo a repentaglio la sopravvivenza della specie, l’uomo Sapiens Sapiens, la lascia a casa, salvaguardandone la salute, la fecondità e la prole.

  4. “Maschio e femmina li creò” Se la forza della sessualità quando è vissuta in armonia con le altre forze, di Dio e dell’anima, consente all’uomo di esprimersi con maggiore completezza e di compiere passi importanti nella storia, ogni volta che le persone si allontanano dalla forza di Dio e dell’anima, anche la sessualità viene ridotta, deviata, mortificata a seconda dei condizionamenti che colpiscono popoli e culture.

  5. La mancanza di anima dei popoli pagani lontani dall’Amore e da Dio, aveva portato a molte deviazioni sessuali, la prostituzione, sacra e non largamente diffusa nel mondo antico, la compravendita di donne e di figli, l’omosessualità. • Il rinnovamento del cristianesimo aveva riguardato anche la sessualità deviata, corrotta e lontana dall’Albero della Vita, e aveva offerto all’uomo la possibilità di ritornare alla pienezza dell’Amore.

  6. L’ideale ascetico medievale • Quando poi i cristiani si allontanano dall’Albero della Vita cedendo alle lusinghe del potere politico, è la sessualità che ancora una volta viene colpita, infatti viene o frustrata e colpevolizzata in nome di una purezza ascetica in cui essa non aveva nessun posto di rilievo, oppure viene vissuta nella sola dimensione materiale e carnale deviando in numerosi disturbi. • Il monachesimo in realtà non negava, anzi riconosceva la forza della sessualità, ma l’esperienza dei padri del deserto viene colta solo parzialmente e riproposta in occidente come modello di una vita ascetica, che con la scusa della purezza e della castità porta la sessualità nella rimozione.

  7. I padri del deserto Quando nel IV secolo in Oriente i monaci cercano la loro anima ritirandosi a vivere nel deserto e pensano che allontanandosi dalle città si sarebbero allontanati dal male, dalle strutture, dal potere e dalla sessualità senza amore, la loro esperienza nel deserto li mette in contatto con i condizionamenti dell’inconscio, che essi chiamano “pensieri”, ma che in realtà sono immagini e sogni. Essi ritengono necessario lottare contro le forze che sentono operare dentro di loro, desideri, impulsi, emozioni, li chiamano demoni e sono consapevoli che i demoni sono all’interno dell’uomo, non all’esterno e che solo la potenza di Dio può guarire questi mali; infatti essi propongono di contrapporre ai “pensieri” che vengono dall’interno “le parole contro” (Antirrhetikon) che sono le parole del Vangelo, chiamando cioè Cristo all’interno del male dell’uomo. S.Antonio il Grande

  8. “La spiritualità dal basso” I monaci credevano che si potesse arrivare a Dio attraverso l’osservazione e la conoscenza di se stessi, attraverso una discesa nella propria realtà, nelle proprie passioni, nei propri istinti, bisogni e desideri. La via che conduce a Dio passa attraverso le debolezze, l’incontro con se stessi, in questo senso essi intendevano l’umiltà (da humus = terra ): una discesa nella umanitàterrena. S.Atanasio

  9. Contro una “spiritualità dall’alto” I monaci criticavano la spiritualità trasmessa dalla teologia istituzionale, che metteva davanti agli occhi degli ideali da raggiungere e che spesso portava a scavalcare se stessi. Identificandosi con gli ideali, si rimuovono le debolezze che non vi corrispondono e si proiettano sugli altri le proprie incapacità, diventando duri con gli uomini e, a loro avviso, dissociati, ammalandosi.

  10. Essi dunque pur riconoscendo la forza dei condizionamenti, la capacità del diavolo di essere presente in essi e la potenza di Cristo quale unica forza capace di sconfiggerli, non vanno all’origine del male, non collegano i condizionamenti con la storia personale e non vedono la necessità di incarnare la forza della sessualità nel reale. Nel metodo della “parole contro” è molto forte inoltre il rischio di cadere in una pronuncia di formule o di parole che se non sono sostenute da fede profonda e vera esperienza nel reale delle forze dell’Albero della Vita, rischiano di avere l’efficacia degli incantesimi.

  11. La sessualità I monaci ritengono la sessualità una forza determinante nell’uomo, una fonte importante di spiritualità, ma la ritengono anche pericolosa quando si trasforma in abuso, quando essa cerca principalmente un appagamento e non un vero incontro con l’altro. Si rendono conto anche che con un sesso senza amore, si danneggia l’uomo e la sessualità stessa, che non diviene più espressione dell’Amore, ma blocco per una vera spiritualità. Se la sessualità è integrata nel cammino spirituale, allora ravviva la spiritualità, altrimenti non vi è maturità e quindi nemmeno una vera spiritualità

  12. Riconciliarsi con la propria sessualità • Per i monaci ci si deve riconciliare con la propria sessualità, acquistare familiarità con essa per integrare la sua saggezza e la sua forza nel cammino spirituale, per utilizzare positivamente la forza del desiderio, senza reprimere gli impulsi, plasmandoli perché divengano energia potenziale. • “Siate astuti come serpenti ed innocenti come colombe”. In questa frase essi vedono la relazione della sessualità con la spiritualità come forze in collegamento fra loro. • Da qui deriva l’osservazione attenta dei pensieri e dei sentimenti, della regolarità della loro comparsa, della loro intensità, del loro indebolimento e della loro scomparsa, per raggiungere la libertà interiore dalle passioni e dalle emozioni. • Essi desideravano proporre un modello concreto di vita, in cui l’ordine della vita producesse un ordine interno dell’anima, ma la cultura della vita che propongono non è completa

  13. Gesù però dopo quaranta giorni di deserto, dopo aver affrontato il diavolo ed averlo sconfitto, è tornato nella realtà per combattere i mali della storia del suo tempo e di ogni tempo. • La proposta dunque ricchissima dei padri del deserto rimaneva alternativa alla storia e fraintesa proprio nella sessualità, che sarà in effetti bandita dalla vita ascetica piuttosto che integrata, in una dicotomia lacerante che resterà per tutto il medioevo: o chierici o uomini di mondo, o casti o sposati. • Anche in questo caso, quando non si arriva alla completezza dell’Albero della Vita in Cristo, si offre spazio al diavolo che da sempre gioca sulla forza della sessualità per tenerla lontano da Dio e dall’anima.

  14. La Chiesa La stessa Chiesa, non avendo trovato Cristo e la pulizia della proprie forze nell’Albero della Vita e nell’incarnazione nella realtà, vive questa medesima lacerazione, tra una spiritualità ascetica alla quale viene costantemente richiamata dai numerosi ordini monastici che si diffondono per tutto il Medioevo, benedettini, francescani e domenicani e la realtà temporale e politica che la impegna, la imbriglia in una gestione del potere e del denaro che inevitabilmente si ripercuote sulla sessualità, vissuta in modo deviato e disordinato.

  15. Questa schizofrenia tra anima e sessualità porta ad un conflitto profondo nella vita della persone, alla separazione ed alla contrapposizione di due forze che invece sono parte integrante della persona. • Vediamo nella storia che le persone, interiormente scisse nelle forze di base della Vita, divengono deboli e, entrando in contatto con la realtà, non sono in grado di reggere il confronto con il diavolo ed i condizionamenti. • Solo la completezza dell’esperienza profonda di Cristo, incarnata nella realtà, porta al collegamento di tutte le energie personali ed alla forza della persona, capace con la sua croce e con la Croce di Cristo di sconfiggere il diavolo e guarire la malattie.

  16. Carlo Magno • Carlo Magno, re franco, tra i molti re barbari riesce nell’VIII secolo a conquistare gran parte dell’Europa e dell’Italia settentrionale. • Il papa Leone XIII, accusato dall’aristocrazia romana di concubinato e simonia (vendita delle cariche ecclesiastiche) lo chiama in aiuto e, una volta riconosciuta la sua innocenza in una assemblea presieduta da Carlo stesso, lo consacra imperatore la notte di Natale dell’800 durante la celebrazione della Santa Messa.

  17. Indissolubile alleanza • Si consolida così la strettissima relazione tra potere regio e potere ecclesiastico che sarà rafforzata da altri privilegi assegnatisi reciprocamente: • L’imperatore diviene erede del titolo imperiale dell’impero d’Occidente, vacante dal 476 d.c., il papa acquista il diritto di nominare l’imperatore, accrescendo oltre misura la sua autorità politica.

  18. I Vescovi-conti • Il sistema di vassallaggio ideato da Carlo Magno per vincolare a sé i signori a cui affidava da governare parti del suo impero, basato su vincoli di fedeltà personale, era usato non solo dai membri dell’aristocrazia, ma anche della stessa Chiesa. • Vescovi ed abati divenivano vassalli dell’imperatore, acquisivano terre, si creavano schiere armate e clientele, ma a differenza degli altri godevano dell’immunità, i funzionari pubblici cioè non potevano esercitare nessun potere nei loro territori senza autorizzazione.

  19. La corruzione della Chiesa • Accresciuto in questo modo a dismisura il potere politico dei vescovi e affievolitasi la tensione spirituale, la deviazione è sulla sessualità e la condotta di vita, adattata al compromesso del potere e del denaro. • La crisi che attraversa la Chiesa riguarda infatti il concubinato, praticato dai sacerdoti che convivevano con una donna, avevano figli e spesso si sposavano, e l’acquisto delle cariche ecclesiastiche, considerate fonti di guadagno personale e familiare, in quanto i beni così acquisiti col tempo non verranno più considerati dell’imperatore, ma propri e tramandati ereditariamente di padre in figlio, insieme alla carica ecclesiastica. • Lontane da Dio e dall’anima, le forze della sessualità non più nell’albero della Vita deviano sul potere e sul denaro.

  20. I monasteri benedettini Sono proprio i monasteri benedettini di Cluny e Citeaux, che chiedono una riforma morale della Chiesa, proponendo ancora l’ideale eremitico come forma autentica di spiritualità e che spesso trovano ascolto presso imperatori e papi, anzi alcuni di loro diventano loro stessi papi, ma non riescono a cambiare il corso della storia.

  21. La loro proposta è sempre parziale, perché vivono la profonda separazione tra anima e sessualità e finchè rimangono all’interno dei monasteri vivono solo una lacerazione ed una rimozione personale, quando entrano in contatto con la realtà, incapaci di fronteggiare il demonio cadono sul potere ed il denaro, trascinando nella loro debolezza anche la Chiesa. • Infatti la lotta per l’autonomia della Chiesa sostenuta proprio dai monaci cluniacensi verteva esclusivamente sulla sua separazione dal potere politico nell’assegnazione della cariche ecclesiastiche e porterà alla lotta per le investiture di cui sarà protagonista Gregorio VII.

  22. Gregorio VII (1073-1085 d.c.) • Uomo di grande forza e temperamento, monaco cluniacense, comprende che l’autonomia dal potere imperiale è un passo necessario per la libertà della Chiesa, ma non cede sull’esercizio del potere e soprattutto sulla gestione diretta dei beni ecclesiastici che, liberati dalla sottomissione all’imperatore, divenivano della Chiesa. • Lo scontro con l’imperatore Enrico IV è violento, Enrico depone il papa, Gregorio scomunica l’imperatore finchè Enrico non chiede perdono a Canossa. • Apparentemente vincitrice, la Chiesa è la grande sconfitta perché ancora immersa nel potere e nel denaro, negli affari politici e nella deviazione sessuale, lontana da Cristo, dall’Albero della Vita, dall’anima e da Dio.

  23. Innocenzo III (1198 d.c) Prosegue sulla medesima linea di Gregorio ripetendo i medesimi errori, mentre ancora ribadisce di voler continuare l’opera di riforma contro i vizi della chiesa, concubinato, simonia, corruzione, che evidentemente non erano stati per nulla sconfitti, continua piuttosto l’opera di consolidamento del potere politico fino alla costruzione di una vera e propria monarchia papale. Le numerose proteste contro la ricchezza e la corruzione del clero portarono alla nascita di nuovi movimenti religiosi ed anche eretici, come i Catari. Innocenzo III si comporta come un sovrano dotato di eserciti e muove guerra, anzi indice una crociata contro gli eretici facendo strage degli albigesi, poi indice la quarta crociata per la riconquista della Terra Santa, trasformandola in una guerra contro le popolazioni non cattoliche, autorizzando violenze e ferocie di ogni genere. Quindi provvederà ad ampliare il significato della parola “eretico” dichiarando tale “ Chiunque, per qualunque motivo, non fosse d’accordo con il papa”.

  24. Nasce l’Inquisizione • All’inizio del XIII secolo vengono istituiti tribunali speciali diocesani che svolgevano inchieste in ambito religioso ed emettevano sentenze contro gli eretici che venivano eseguite dalle autorità civili, ma che dipendevano direttamente dal papa, operavano secondo procedure straordinarie, di propria iniziativa e senza bisogno di denuncia. • Essi vengono affidati ai francescani e ai domenicani, integrando in un organizzazione giuridica ed istituzionale come il tribunale, asservita al potere papale, ordini monastici che avevano fatto proprie le istanze più radicali di povertà e di riforma della Chiesa.

  25. “Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: "Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo". “(Luca 4,5-7) • Cedere al potere, al denaro, al desiderio di gloria porta l’uomo sempre più lontano da Dio, dall’Albero della Vita, dall’anima e dal sesso nell’amore e produce violenza, contro gli altri, ma anche contro se stessi. • Gli storici dicono che questi papi sono stati grandi, che hanno lottato in un momento difficile per la Chiesa, quando questa era schiacciata dal potere della monarchia ed hanno ottenuto per lei potenza ed indipendenza. Leone III e Gregorio VII sono stati fatti santi.

  26. Quale Chiesa? • La Chiesa però alla luce di questi avvenimenti appare piuttosto attrice di uno scenario politico, interprete di interessi materiali, schiava del desiderio di supremazia, colpita nella sessualità, incapace di essere guida spirituale, alle prese con condotte di vita discutibili dei suoi appartenenti perduti e ridotti nelle loro forze di vita fondamentali. • La Chiesa è comunione di persone in Dio, non è stato, istituzione, organizzazione. Una volta persa l’esperienza di Cristo, si lascia travolgere dal desiderio di potere e dalle ricchezze, rimanendo in balia di forze che non riesce a dominare e di cui rimane vittima.

  27. Celestino V • Celestino V eletto papa nel 1294, era un monaco benedettino, aveva fondato un nuovo ordine monastico caratterizzato dalla povertà e dal ritorno alla chiesa evangelica, intesa come comunità di santi. • Dopo 5 mesi di pontificato rinuncia alla carica papale, soccombendo alle pressioni politiche, alle macchinazioni ed alle aspirazione di potere che non riesce a sostenere.

  28. Bonifacio VIII • Eletto subito dopo Celestino e forse autore delle pressioni e delle macchinazioni nei confronti del suo predecessore, Bonifacio operò per esaltare il potere temporale del papa che voleva al vertice di tutto il mondo. • Si troverà a scontrarsi però con il re di Francia Filippo IV il Bello ed il loro contrasto per l’egemonia arriverà fino al limite estremo: Filippo cercherà di far arrestare il papa, non vi riuscirà, ma alla morte di Bonifacio, il nuovo papa sarà costretto dal re a trasferirsi ad Avignone in Francia, dove la sede papale resterà per circa 70 anni (1309-1377).

  29. I simoniaci Nella Divina Commedia Dante colloca nel XIX Canto dell’Inferno, nella terza bolgia, coloro che trafficarono in cose sacre, beni spirituali e uffici ecclesiastici, tutti conficcati a testa in giù in stretti fori, e “simpaticamente” riserva un foro speciale ai papi: qui incontra Niccolò III, che fece di tutto per arricchire la sua famiglia, ma sotto il suo capo vi sono numerosi altri pontefici e vi è atteso Bonifacio VIII e perfino il suo successore Clemente V.

  30. I sodomiti Nel canto XV dell’Inferno, nel settimo cerchio, Dante aveva incontrato i sodomiti, violenti contro la natura, e tra questi un illustre letterato suo conoscente, Brunetto Latini, che gli aveva mostrato i suoi compagni di dannazione : “in somma sappi che tutti fur chierici e litterati grandi e di gran fama, d’un peccato medesimo al mondo lerci “. In particolare è ricordato un vescovo di Firenze che diede un tale scandalo per il suo comportamento omosessuale da dover essere trasferito a Vicenza.

  31. abitudini sessuali e antichi “pacs” • L’adulterio in generale per gli uomini laici era ben tollerato, sia dalla Chiesa che dalla società, come pure le frequentazione di prostitute. Era inoltre lecito intrattenere relazioni stabili di concubinato al di fuori del matrimonio, in cui si sceglieva una convivente, che accettava di vivere con un uomo senza gli obblighi matrimoniali. Si cercò anche di regolamentare tali rapporti attraverso veri e propri contratti che prevedevano accordi in relazioni ai tempi ed ai risarcimenti di fine convivenza. • Sembra documentato il ritrovamento di alcuni contratti stipulati nel XV secolo da un notaio di Genova che stabilivano la convivenza di due persone dello stesso sesso legati da sentimenti di “affectio, dilectio, benevolentia, e confidentia “

  32. Il celibato dei sacerdoti • Se tali costumi erano abituali tra i laici essi lo erano anche tra gli uomini di Chiesa. • Il celibato non era una condizione obbligatoria nelle chiese primitive, diviene però nel corso del tempo e sempre più spesso una pratica consigliata, fino a quando nel IV secolo in Spagna, fu emanata la prima legge celibataria. Da quel momento in poi in numerose altre chiese locali fu richiesta una promessa di astinenza prima di prendere i voti. • Solo nel XII secolo diviene una legge del diritto canonico universalmente vincolante per la Chiesa di Roma.

  33. Nonostante ciò quasi nessuno la osservava e spessissimo i vescovi avevano se non moglie e figli, almeno delle concubine. Anche diversi papi avevano figli ai quali trasmettevano cariche e beni. Basti per tutti ricordare il papa Alessandro VI, il cui figlio Cesare Borgia, signore delle terre d’Emilia, venne indicato da Macchiavelli quale Principe ideale di uno stato “perfetto” che, per fortuna, non si realizzò mai. Con il Concilio di Trento (1545) fu ribadito l’obbligo del celibato, che come tale è giunto fino ai nostri giorni, e che comunque non impedisce ai sacerdoti di lasciare il sacerdozio per sposarsi e non preserva da deviazioni sessuali quali l’omosessualità o la pedofilia.

  34. La sessualità non si controlla con le leggi • La forza della sessualità per essere vissuta nella pienezza della sua espressione deve essere in collegamento con la forza dell’anima e di Dio. • Non serve imporre leggi che regolamentino i comportamenti sessuali, questa è una forza inconscia che per essere espressa nella sua pienezza richiede un’anima forte in relazione intima con il suo Creatore.

  35. La donna • La cultura ecclesiastica medievale aveva paragonato la donna ad Eva, causa del peccato e della caduta dell’uomo dallo stato di grazia. • La donna dunque viene vista come un essere impuro ed imperfetto per natura, fisiologicamente inferiore all’uomo, incline al peccato ed alla perdizione propria ed altrui che realizzava principalmente attraverso la seduzione e la sollecitazione dell’istinto sessuale. • Essa era strumento di corruzione del Maligno che si impossessava di lei facilmente grazie alla sua natura fragile e comuni sono le raffigurazioni di donne possedute del demonio o che cercano di corrompere santi ed eremiti. • Il rapporto tra donna e male è molto stretto e spesso anche la morte viene raffigurata con le sembianze orribili e deformate di una donna.

  36. Le streghe Da qui a vedere nelle donne streghe il passo è breve. La Chiesa del Medioevo aveva del resto lasciato prosperare come residui di paganesimo pratiche di superstizione, arrivando in alcuni casi a farle proprie come preghiere e processioni per la pioggia o per il bel tempo. Nel diritto ecclesiastico poi il diavolo si riteneva che al massimo potesse ingannare le facoltà percettive di individui corrotti, ma non intervenire concretamente nella realtà, ritenendo magia e stregoneria frutto della fantasia popolare. La Chiesa in sostanza non appare una realtà capace di combattere il Diavolo. Non sembra in grado di riconoscerlo, lo sottovaluta perché vi è dentro e non riesce combatterlo nemmeno con le leggi.

  37. La paura della fine del mondo Il declino economico della fine del XIII secolo, la crisi politica, la peste terribile del 1348 lasciano libera di espandersi la paura che il diavolo tramasse per far finire il mondo e dilaga il timore delle streghe, di donne legate al Maligno e sue complici che con filtri, magie ed incantesimi, corrompevano, seducevano, fino alla celebrazione di vere e proprie cerimonie durante le quali si compivano abomini di ogni sorta.

  38. Se non si fa fronte al male se ne è succubi. La mancata espressione delle proprie forze in Dio e nell’Albero della Vita rende deboli e lascia in balia del Diavolo, di fronte al quale si è impotenti, perché privi dell’esperienza di una sessualità forte che con Cristo sappia farvi fronte

  39. La donna ideale • Per contro esisteva un’immagine della donna idealizzata, fragile creatura, innocente e pura, bisognosa di protezione, bellissima ed irraggiungibile che accendeva grandi passioni, che chiedeva fedeltà assoluta, oggetto della fioritura poetica medievale. • Nessuna di queste donne corrisponde alla realtà, piuttosto all’interno di queste convinzioni si scorgono condizionamenti culturali forti che lasciano molto spazio al male ed all’azione del diavolo.

  40. Le paure, frutto di un collettivo espandersi di timori ed insicurezze, le fissazioni sul sesso, sul potere e sulle ricchezze, consentono al Diavolo di dilagare con la sue opere, dato l’ampio spazio concessogli dall’incompletezza di una fede che, non entrando nella realtà, non faceva fronte al male; tutto questo periodo è segnato dunque da violenze, persecuzioni, torture, morti dovute ai processi dell’Inquisizione contro eretici e streghe, da crociate e guerra, da sospetti e tradimenti, ma anche, come conseguenza, da due gravi divisioni che avvengo all’interno della stessa Chiesa: lo Scisma della chiesa d’Oriente (1054) e la Riforma di Lutero (1517). • Se la Chiesa è comunione di persone in Dio, dove non c’è comunione c’è divisione. Martin Lutero

  41. S.Caterina: una donna innamorata di Cristo • Una realtà esterna così confusa non impedisce a persone forti e innamorate di Cristo di trovare l’Albero della Vita, di avere una sessualità piena e capace in intervenire nella storia e di mutarne le sorti. • S.Caterina (1347-1380) figlia di un tintore, vive tutta la forza della sua femminilità, parla con pontefici e re; lei, analfabeta, scrive lettere e fonda un monastero. Riporta il papa da Avignone a Roma, combatte per ricomporre la divisione della Chiesa, per ricondurre all’unità papa ed antipapa, cardinali e principi protagonisti della politica. Contemporaneamente assisteva malati ed infermi nell’Ospedale di Siena ed in casa. • Muore giovane, ma la sua vita è ricca di forza e di temperamento, è più forte degli stessi re e dei papi, interviene concretamente nella realtà, richiamandoci tutti alla pienezza di tutte le nostre forze in collegamento con Dio, alle origini, all’Albero della Vita.

  42. Nelle sue lettere S.Caterina scrive :"Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia, non tanto costì" " Annegatevi dunque nel sangue di Cristo crocifisso e bagnatevi nel sangue, e saziatevi del sangue, e vestitevi del sangue. E se foste stato infedele, ribattezzatevi nel sangue; se il dimonio v'avesse offuscato l'occhio dell'intelletto, lavatevi col sangue; se foste caduto nella ingratitudine dei doni non conosciuti, siate grato nel sangue. Nel caldo sangue dissolvete la tiepidezza, e nel lume del sangue caggia la tenebra, acciò che siate sposo della Verità" (Lettera 102).

  43. Il trionfo della ragione Nel XIII secolo si scopre nuovamente Aristotele e l’approccio razionale greco piace molto e diviene la base di un nuovo sapere, basato sulla ragione, che si diffonde in ogni campo. La mente però lontana dal collegamento con le altre forze e scollegata dalla forza di Dio produce altro male. Se fino ad ora il monachesimo aveva mantenuto un collegamento forte con l’inconscio, l’anima e Dio, adesso San Tommaso chiarisce i termini della questione: a Dio si può arrivare con la ragione, le cinque vie, e dunque esiste una feconda integrazione tra ragione e fede, in cui la ragione è funzionale alla fede: per assentire alle verità rivelate da Dio è necessario sapere che Dio esiste e a dimostrare l’esistenza di Dio provvede la ragione.

  44. L’umanesimo • Nel Quattrocento si diffonde un nuovo mito: la riscoperta delle civiltà classiche, latine e greche, che divengono punto di riferimento in ogni campo dell’espressione umana. • Il Medioevo viene così chiamato perché ritenuto “ in mezzo” tra l’antico ed il presente ed accusato di aver impedito l’accesso al messaggio degli antichi. Soprattutto si vuole porre al centro dell’interesse non più Dio, ma l’uomo, come protagonista ed autore della propria storia regolata da leggi non trascendenti, ma immanenti, governate dalla ragione e mediate dagli antichi poeti e filosofi greci e romani. • L’uomo crede in questo modo di potersi liberare dai condizionamenti culturali del Medioevo sulla vita, sul sesso, sul corpo e, desiderando godere pienamente delle proprie forze, essere sicuro di sé e della sua capacità di contrastare il gioco capriccioso della fortuna, ritiene di poterlo fare con l’esclusivo uso della ragione con una mente lontana da Dio e dalla propria anima e con una sessualità priva di forza perché senza Cristo.

  45. La dignità dell’uomo • L’uomo crede di poter dominare così la realtà esterna, se stesso ed il proprio corpo, i propri istinti e i propri impulsi realizzando un ideale di misura nel comportamento e la serenità interiore. • Crede di poter vivere la realtà del mondo e la vita sociale, che egli realizza collaborando con gli altri uomini, tra ricchezze e bellezze artistiche che crea con la sua intelligenza ed operosità. Pensa che il piacere si possa vivere senza sensi di colpa e la natura goduta per ciò che è, senza fini metafisici. • Questa è la riscoperta di una nuova dignità dell’uomo che intende ignorare la complessità dell’uomo stesso, la natura delle sue forze, per il 90% inconsce, e si illude che ciò possa avvenire attraverso la ragione, puntando sul mondo classico travisando e, fondamentalmente, non conoscendo in profondità ciò che quel mondo era stato veramente.

  46. Il neoplatonismo • Marsilio Ficino (1433-1499), intellettuale, filosofo e sacerdote, ripropone la filosofia di Platone e fonda una nuova Accademica Platonica con l’obiettivo di armonizzare la religione con la filosofia, sostenendo che vi è una rivelazione perenne che di volta in volta è stata filosofia o religione e mettendo in sostanza sullo stesso piano cose molto diverse fra loro, come la religione egiziana, la filosofia greca, l’Antico ed il Nuovo Testamento. • Un’attenzione particolare viene rivolta all’amore, al quale viene attribuito il senso metafisico platonico, ideale e omosessuale. Desiderio di bellezza, armonia che risulta dalla consonanza di parti differenti, ma molto lontano da una sessualità nell’Amore. • L’astrologia e la magia non sono considerate in modo negativo, quanto piuttosto tecniche per studiare l’ordine naturale e per realizzare il dominio dell’uomo sulla natura. Da qui nascerà la scienza, lontana da Dio, dall’anima, da una sessualità forte perché senza Amore

  47. Il pessimismo Mentre i poeti cantano la gioia ed il piacere dei sensi e ritornano un auge i miti greci, con i loro amori liberi e omosessuali, si avverte nei loro componimenti il pessimismo di fondo che li pervade e che malinconicamente li rende consapevoli del trascorrere inesorabile del tempo e della precarietà di tutto ciò che è terreno (“Chi vuol essere lieto sia, del diman non v’è certezza” L.De Medici) come anche dell’irraggiungibilità di questo ideale di vita umanistico–rinascimentale, che insegue l’armonia interiore, la serenità, l’equilibrato controllo degli impulsi e delle passioni senza mai raggiungerla e possederla, come Orlando insegue Angelica nell’Orlando Furioso.

  48. L’idealismo Orlando insegue l’ideale dell’amore, cerca ciò che gli sfugge continuamente e perde la ragione quando incontra l’amara realtà: Angelica è fuggita con un altro. La tanto cercata armonia interiore, la serenità ed il dominio della passioni è minata dalle sue fondamenta per l’impossibilità di raggiungerla attraverso la ragione e la ragionevolezza. Gli ideali portano al pessimismo ed alla depressione, ad una sessualità debole e deviata, alla perdita totale della Vita. La maggior parte degli artisti di questo periodo (per es. Michelangelo), avevano una condotta di vita discutibile, tra relazioni omosessuali, processi per sodomia, convivenze e violenze e molti di loro vivevano con grande sofferenza una ricerca interiore di un Dio che non riuscivano più ad incontrare e che non si coniugava con una vita fatta spesso di adattamento ai voleri dei papi, di commissioni e richieste da soddisfare per poter vivere.

  49. Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la Quaresima 2007 “Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv 19,37). (…) L’amore di Dio è anche eros, l’amore di chi desidera possedere ciò che gli manca ed anela all’unione con l’amato.Nell’Antico Testamento il Creatore dell’universo mostra verso il popolo che si è scelto una predilezione che trascende ogni umana motivazione. Il profeta Osea esprime questa passione divina con immagini audaci come quella dell’amore di un uomo per una donna adultera (cfr 3,1-3); Ezechiele, per parte sua, parlando del rapporto di Dio con il popolo di Israele, non teme di utilizzare un linguaggio ardente e appassionato (cfr 16,1-22).

  50. “Questi testi biblici indicano che l’eros fa parte del cuore stesso di Dio: l’Onnipotente attende il “sì” delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa. Purtroppo fin dalle sue origini l’umanità, sedotta dalle menzogne del Maligno, si è chiusa all’amore di Dio, nell’illusione di una impossibile autosufficienza (cfr Gn 3,1-7). Ripiegandosi su se stesso, Adamo si è allontanato da quella fonte della vita che è Dio stesso, ed è diventato il primo di “quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita” (Eb 2,15). Dio, però, non si è dato per vinto, anzi il “no” dell’uomo è stato come la spinta decisiva che l’ha indotto a manifestare il suo amore in tutta la sua forza redentrice in cui la Croce rivela la pienezza dell’amore di Dio”

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