1 / 45

I processi di acquisto di beni e servizi nelle aziende sanitarie:

I processi di acquisto di beni e servizi nelle aziende sanitarie: elementi di innovazione e modelli di accentramento Fabio Amatucci. Agenda. Tendenze in atto nei processi di acquisto Procedure tradizionali ed innovative di approvvigionamento di beni e servizi in sanità

beck
Download Presentation

I processi di acquisto di beni e servizi nelle aziende sanitarie:

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. I processi di acquisto di beni e servizi nelle aziende sanitarie: elementi di innovazione e modelli di accentramento Fabio Amatucci

  2. Agenda • Tendenze in atto nei processi di acquisto • Procedure tradizionali ed innovative di approvvigionamento di beni e servizi in sanità • Approfondimento sul ruolo di Consip s.p.a. e del Mercato Elettronico • Centralizzazione degli acquisti • La costruzione di un modello. Elementi rilevanti

  3. Tendenze in atto nel SSN • L’ evoluzione dei processi di acquisto • Centralizzazione degli acquisti con differenti soluzioni organizzative e gestionali • Processi di acquisto elettronici • Forme di accordo e collaborazione (accordo quadro, dialogo competitivo) • Crescenti processi di esternalizzazione (global service, project finance) • Ricerca di soluzioni in grado di razionalizzare e contenere la dinamica crescente della spesa (Spesa per beni e servizi sanitari e non sanitari = 30,4% della spesa sanitaria totale, per circa 32 miliardi di euro nel 2008) (OASI 2010) • Acquisti funzione “pilota”

  4. Procedure tradizionali e innovative di approvvigionamento di beni e servizi in sanità Il quadro normativo nazionaleha subìto rilevanti modifiche a seguito dell’approvazione della direttiva 2004/18/Ce Tale direttiva: • rappresenta un testo unico comunitario per gli appalti di forniture, servizi e lavori • presenta un elevato grado di innovazione • è orientata a due tendenze: apertura alla collaborazione e irrigidimento di forme di controllo La direttiva è stata recepita in Italia attraverso il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), che introduce una disciplina unificata sugli appalti pubblici di lavori , forniture e servizi sopra e sotto la soglia comunitaria. Ora, nuovo Regolamento di attuazione.

  5. Procedure tradizionali e innovative di approvvigionamento di beni e servizi in sanità • Il processo decisionale relativo alle procedure di gara deve affrontare tre differenti scelte: • scelta della procedura di gara. L’amministrazione appaltante deve stabilire, in base alle caratteristiche del bene o servizio da acquistare, se utilizzare una procedura che assicuri la partecipazione di un ampio numero di concorrenti (procedura aperta), oppure se restringere la gara ad un numero ristretto di candidati preselezionati (procedura ristretta). Solo eccezionalmente la procedura negoziata. Applicazione spesso impropria. • definizione dei criteri di aggiudicazione. L’amministrazione appaltante deve indicare quali sono i criteri in base ai quali effettuare la scelta di affidamento: unicamente il prezzo più basso oppure l’offerta più conveniente rispetto ad una serie di parametri predefiniti (dettaglio preciso già nel bando di gara). Confusione tra criteri di selezione e variabili di valutazione. • indicazione delle formule matematiche adottate per assegnare i punteggi alle offerte, tra quelle indicate dalla normativa e quelle presenti in letteratura (predeterminati nel bando).

  6. Procedure tradizionali e innovative di approvvigionamento di beni e servizi in sanità Opzioni strategiche di acquisto sulla base delle diverse tipologie di beni/servizi acquistati: • importanza del bene/servizio acquistato, in termini di valore aggiunto per linea di prodotto, di costo rispetto al costo di produzione totale, di impatto sulla qualità dei servizi, di importanza strategica dell’acquisto per l’azienda sanitaria • complessità del mercato della fornitura, in termini di numero dei fornitori, caratteristiche dell’offerta, ritmo dello sviluppo tecnologico, barriere all’entrata, costo e complessità della logistica, comportamento (concorrenziale o collusivo) dei concorrenti

  7. Procedure tradizionali e innovative di approvvigionamento di beni e servizi in sanità • L’accordo quadro • La disciplina è contenuta nell’articolo n. 32 della direttiva e nell’articolo n. 59 del Codice • Prevede che i soggetti con cui viene stipulato l’accordo siano scelti attraverso le procedure di gara tradizionali, applicando i criteri di aggiudicazione previsti in tali procedure (prezzo più basso o offerta economicamente più vantaggiosa) • Per l’aggiudicazione degli appalti basati su un accordo quadro, l’amministrazione ha due alternative: • • quando l’accordo è concluso con un solo operatore economico, gli appalti sono aggiudicati entro i limiti delle condizioni fissate nell’accordo; eventualmente, le amministrazioni possono consultare per iscritto l’operatore controparte, chiedendo di completare, se necessario, la sua offerta • • quando l’accordo quadro è concluso con più operatori, il numero di questi deve essere almeno pari a tre; tali appalti possono a loro volta essere aggiudicati mediante l’applicazione delle condizioni stabilite nell’accordo quadro, senza nuovo confronto competitivo, oppure, qualora l’accordo quadro non fissi tutte le condizioni, attraverso il rilancio del confronto competitivo fra le parti. Naturalmente, le parti sono solo quelle inizialmente presenti nell’accordo quadro

  8. Procedure tradizionali e innovative di approvvigionamento di beni e servizi in sanità • Il dialogo competitivo • Introdotto dall’articolo n. 29 della Direttiva 18/2004/CEE e recepito attraverso l’articolo n. 58 del Codice dei contratti • Prevede uno scambio di informazioni tra l’amministrazione aggiudicatrice e i candidati ammessi alla procedura d’appalto, allo scopo di delineare una o più soluzioni ottimali: in base a tali soluzioni i candidati presenteranno le offerte solo in una fase successiva • L’importanza del dialogo competitivo sta soprattutto nel cambiamento di cultura che viene richiesto agli operatori, con evidenti ricadute per le amministrazioni stesse e per i fornitori. Il rapporto di collaborazione con i candidati permette alle amministrazioni di cogliere meglio le proprie esigenze e le modalità più originali ed innovative per soddisfarle. Inoltre, il coinvolgimento degli operatori economici nella ricerca delle soluzioni migliori stimola un’attività di ricerca tecnologica, di progettualità innovativa, di originalità che non sempre si riscontrano nelle procedure tradizionali

  9. I diversi modelli di “e-procurement” • Negozi e cataloghi elettronici. Il negozio elettronico è una vetrina virtuale in cui i fornitori mostrano i propri prodotti o servizi • Gara telematica o asta elettronica. L’asta elettronica è un luogo virtuale in cui fornitori e acquirenti qualificati si incontrano per contrattare la com-pravendita di un bene/servizio ben definito, in termini di caratteristiche e quantità • Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione. Lo svolgimento delle “gare telematiche” non è l’unica opzione di e-procurement contemplata dalla normativa, in quanto le pubbliche amministrazioni, per gli acquisti inferiori alla soglia di rilievo comunitario, possono avvalersi del “mercato elettronico della pubblica amministrazione” • Sistema dinamico di acquisizione. Il sistema dinamico di acquisizione è un processo di acquisizione interamente elettronico, limitato nel tempo e aperto a qualunque operatore economico che soddisfi i criteri di selezione e che abbia presentato un’offerta indicativa conforme al capitolato d’oneri (articolo 33, direttiva 2004/18/Ce, articolo 60 Codice dei contratti)

  10. Il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione L’introduzione del Mercato Elettronico, accanto alle altre forme di procedure telematiche, ha permesso alle amministrazioni pubbliche di ottenere numerosi benefici • riduzione degli oneri di gestione delle gare • riduzione dei tempi di contrattazione • accessibilità a una base potenzialmente maggiore di fornitori abilitati • risparmi di prezzo • facilità di confronto dei prodotti e trasparenza informativa • monitoraggio diretto e costante della spesa pubblica • opportunità di acquisti personalizzabili • riduzione dei costi di transazione • crescita professionale del personale

  11. Le convenzioni-quadro, ex art. 26 della legge n. 488/99, stipulate da Consip s.p.a. • Il modello di funzionamentodel sistema delle convenzioni prevede la stipula di contratti quadro – a seguito di una gara di appalto – sulla base dei quali le imprese fornitrici aggiudicatarie si impegnano ad accettare, alle condizioni e ai prezzi stabiliti, gli ordinativi delle amministrazioni pubbliche, fino a concor-renza di un importo/quantitativo predeterminato o, comunque, fino alla scadenza della convenzione • Le amministrazioni emettono gli ordinativi di fornitura (via fax oppure on line) direttamente nei confronti dei fornitori aggiudicatari. • La legge n. 296/06prevede tre livelli di adesionealle convenzioni Consip: • Adesione obbligatoria (beni individuati per decreto) • Impossibilità di adesione • Adesione facoltativa (parametri prezzo-qualità)

  12. Le convenzioni-quadro, ex art. 26 della legge n. 488/99, stipulate da Consip s.p.a. • I principali vantaggi legati all’utilizzo del sistema di convenzioni Consip • possibili economie di scala degli acquisti effettuati a livello centrale • alleggerimento delle attività degli uffici provveditorato ed economato • risparmi nei costi e nei tempi delle procedure e raggiungimento di un maggiore livello di efficienza • definizione di una policy pubblica per gli acquisti, che faciliti l’utilizzo di prodotti ambientalmente sostenibili, la standardizzazione di beni e servizi acquistati e l’orientamento a servizi innovativi sul mercato • Criticità e margini di miglioramento dell’attività di Consip • Qualità dei beni e servizi acquistati • Restrizione del mercato (p.m.i.) • Costi indiretti

  13. La centralizzazione degli acquisti • Le tendenze attuali nel panorama italiano • Eterogeneità degli assetti istituzionali e organizzativi adottati (due motivazioni di fondo per le regioni che lo hanno adottato) • Costituzione o meno di nuove entità giuridiche • Livelli di aggregazione per l’approvvigionamento • Variabilità dell’ambito merceologico a cui sono estese le attività di aggregazione della domanda • Esistenza o meno di una parallela centralizzazione di altre attività comuni, tra cui ad esempio la logistica

  14. Livello di aggregazione: UNICO Base territoriale: REGIONALE/PROVINCIALE Livello di aggregazione: UNICO Base territoriale: AZIENDALE Livello di aggregazione: DIFFERENTI Base territoriale: TRE LIVELLI  REGIONALE, SOVRA-PROVINCIALE, AZIENDALE Livello di aggregazione: DIFFERENTI Base territoriale: DUE LIVELLI  REGIONALE, AZIENDALE Livello di autonomia aziendale: BASSO ALTO Il quadro regionale, in base a livello aggregazione; base territoriale; autonomia aziendale

  15. Esempio di tre livelli: Il modello EMILIA-ROMAGNA Caso AVEN - Peso dei differenti livelli (acquisto di beni sanitari e non sanitari) 2007 2008

  16. La centralizzazione degli acquisti • I vantaggi dei purchasing consortia • riduzione dei costi aziendali: • riduzione dei prezzi di acquisto di beni e servizi • riduzione dei costi di transazione • riduzione e specializzazione del personale dedicato alla funzione acquisti • standardizzazione dei beni e servizi Le possibili aree di criticità dei purchasing consortia • costi di coordinamento • possibile perdita di controllo sui propri processi da parte dei membri dell’organizzazione • nel medio-lungo periodo riduzione progressiva dei risparmi derivanti dagli acquisti consorziati • mercato dei fornitori

  17. Analisi delle principali esperienze in Italia:Il modello EMILIA-ROMAGNA

  18. Analisi delle principali esperienze in Italia:Il modello TOSCANA

  19. La centralizzazione degli acquisti • Variabili strategiche • Tipologia di modello • Assetto di governance • Funzionamento del modello • Scelta di centralizzazione/autonomia dei beni e servizi • Sistema di valutazione ed incentivazione • Gestione della logistica • Criticità: uniformazione delle anagrafiche • Impatto sul mercato dei fornitori locali

  20. La centralizzazione degli acquisti Fattori strategici di successo Gradualità nell’implementazione del modello (a regime in 3/5 anni) Processo condiviso con i professionisti all’interno delle Aziende Specializzazione nell’attribuzione delle funzioni alle Aziende sanitarie Presenza e funzionamento dell’Osservatorio Prezzi Forte “Commitment” da parte della Regione Principali criticità Significativo impatto sul mercato dei fornitori locali Processo di rilevante impatto “culturale”

  21. Il mercato dei fornitori - Numero di Distributori per DM suddivisi per regione

  22. Il mercato dei fornitori - Indice di concentrazione nazionale per DM (2008)

  23. Il mercato dei fornitori • Il mercato italiano dei dispositivi medici è composto prevalentemente da piccole e medie imprese, soprattutto distributori • I processi di centralizzazione in atto possono influenzare negativamente tale mercato: • contrazione delle potenzialità della domanda, in termini di numerosità di gare espletate • aumento dei volumi delle gare, maggiori requisiti richiesti ai fornitori per la partecipazione alle gare • “Codice Europeo di buone pratiche per facilitare l’accesso delle PMI agli appalti pubblici” (Commissione Europea): • Suddividere i contratti in lotti • Sfruttare la possibilità offerta agli operatori economici di raggrupparsi • Sfruttare la possibilità di concludere accordi quadro con diversi operatori • Pubblicizzare meglio le opportunità di subappalto e garantire pari condizioni ai subappaltatori

  24. Il progetto “Regione Sicilia” • Nel 2009 avvio di un progetto in collaborazione fra CERGAS - Age.Na.S. – Regione Sicilia – FARE Piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria della regione Sicilia, siglato il 31 luglio 2007 per il triennio 2007-2009 Legge Regionale di riordino del Servizio Sanitario Regionale (L.R. n. 5 del 14 Aprile 2009) • accorpamento delle aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere e le aziende ospedaliero-universitarie (art. 8), con conseguente riduzione da 29 a 17 • costituzione di due bacini regionali per l’attuazione della programmazione interaziendale (art. 5 comma 8 e seguenti)

  25. Il progetto “Regione Sicilia” Area acquisti - Le linee di azione Accompagnamento alle aziende nella fase di transizione  Monitoraggio sul rispetto dei provvedimenti PdR e DA 705/09 (es. Divieto di stipula o rinnovo di contratti di acquisto di beni) Redazione del Regolamento per gli acquisti in economia unico a livello regionale Identificazione del modello regionale di centralizzazione degli acquisti

  26. Il progetto “Regione Sicilia” • Processo partecipato e condiviso CERGAS – FARE – aziende sanitarie regionali • Nomina, da parte dell’Assessorato Regionale alla sanità, di due gruppi di lavoro per il supporto al CERGAS: • “Gruppo ristretto” per la fase di monitoraggio • “Gruppo tecnico” per l’individuazione del Modello Regionale di centralizzazione degli acquisti • Strumenti per il coinvolgimento • Cicli di incontri (tutte le aziende/gruppo ristretto/gruppo tecnico) • Compilazione schede di rilevazione e questionario (tutte le aziende) • Risultati raggiunti : • Regolamento unico regionale per gli acquisti in economia • Modello Regionale di Centralizzazione degli acquisti

  27. Variabili strategiche • Metodologia • Tipologia di modello • Assetto di governance • Funzionamento del processo • Scelta di centralizzazione/autonomia dei beni e servizi • Sistema di valutazione ed incentivazione • Gestione della logistica • Criticità: uniformazione delle anagrafiche • Impatto sul mercato dei fornitori locali

  28. Metodologia utilizzata (1/2) • Analisi (attraverso interviste strutturate e documentazione) delle principali esperienze regionali di accentramento degli acquisti • Nomina, da parte dell’Assessorato, di un Gruppo Tecnico per il supporto nella definizione del modello regionale di centralizzazione degli acquisti • Processo partecipato con tutte le Aziende sanitarie della Regione Sicilia (provveditori e farmacisti)

  29. Metodologia utilizzata (2/2) • Strumenti di coinvolgimento degli attori locali • Cicli di incontri con tutte le Aziende sanitarie • Scheda di rilevazione grado di complessità di beni e servizi • Invio di un Questionario a tutte le Aziende • Invio di una scheda di rilevazione del mercato dei fornitori

  30. Un modello per la Sicilia - Tipologia di modello (1/3) • La Regione Sicilia ha una popolazione di circa 5.000.000 di abitanti, e, in seguito alla riforma introdotta dalla Legge Regionale n. 5 del 14 Aprile 2009, nel suo territorio sono presenti: • 9 Aziende sanitarie provinciali (A.S.P.), corrispondenti alle 9 province della Regione (ASP Agrigento; ASP Caltanissetta; ASP Catania; ASP Enna; ASP Messina; ASP Palermo; ASP Ragusa; ASP Siracusa; ASP Trapani) • 3 Aziende Ospedaliere (AO Cannizzaro di Catania; AO Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte di Messina; AO Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo) • 3 Aziende Ospedaliero-Universitarie (AOU P. Giaccone di Palermo; AOU G. Martino di Messina; AOU Rodolico-Vittorio Emanuele di Catania) • 2 Aziende Ospedaliere di rilievo nazionale e di alta specializzazione (Arnas Civico – Di Cristina – Benfratelli di Palermo; Arnas Garibaldi di Catania)

  31. Un modello per la Sicilia - Tipologia di modello (2/3) Tipologia di modello: Costituzione di due bacini con Azienda sanitaria capofila (ASP/AO/AOU) • Tipologia di modello: VANTAGGI  SPECIALIZZAZIONE DEI PROVVEDITORATI • Valorizzazione delle risorse umane esistenti • Significativa conoscenza specifica degli aspetti giuridici (stesura capitolati e bandi) • Ampia conoscenza dei mercati e delle relative strategie  Capacità di effettuare confronti interregionali su prezzo e altre condizioni dei beni acquistati

  32. Un modello per la Sicilia - Tipologia di modello (3/3) • Tipologia di modello: SCELTA AZIENDA SANITARIA CAPOFILA  Due logiche • Suddivisione equilibrata e proporzionata delle attività e dei carichi di lavoro • Criteri oggettivi legati all’attività svolta: • Dotazione organica dei provveditorati e presenza di sub unità organizzative dedicate • Numero/importo delle gare effettuate negli ultimi 3 anni • Dati sulle attività delle singole Aziende sanitarie • Esperienza come capofila in gare consorziate

  33. Un modello per la Sicilia – Assetto di governance (1/2) • Assetto di governance • Tre livelli di aggregazione per l’acquisto di beni e servizi: • Livello regionale  Azienda sanitaria capofila gestisce le procedure di gara per tutte le aziende sanitarie della Regione • Livello di bacino  Azienda sanitaria capofila gestisce le procedure di gara per tutte le aziende sanitarie del bacino • Livello aziendale  ogni Azienda sanitaria gestisce le procedure di gara in autonomia

  34. Un modello per la Sicilia – Assetto di governance (2/2) • LIVELLO REGIONALE: istituzione di una cabina di regia “Acquisizione di beni e servizi” interna all’Assessorato, con funzioni di pianificazione, controllo e valutazione tre alternative: • Unità in staff al Direttore Generale del Dipartimento di Pianificazione strategica • Costituzione di un Servizio dedicato • Attribuzione della funzione ad un servizio preesistente • LIVELLO DI BACINO: istituzione di un gruppo di coordinamento per bacino, con funzioni di coordinamento funzionale e di monitoraggio

  35. Un modello per la Sicilia – Funzionamento del processo (1/2) • Rilevazione del fabbisogno da parte delle singole Aziende sanitarie • Aggregazione dei fabbisogni da parte dell’Azienda sanitaria capofila, attraverso figure professionali specializzate • Ampia partecipazione delle Aziende sanitarie  indicazione di figure professionali differenti per: • Predisposizione capitolato di gara • Partecipazione Commissione di gara • - Stipula del contratto e pagamento fatture direttamente attribuibile alle singole Aziende sanitarie

  36. Un modello per la Sicilia – Funzionamento del processo (2/2) Per alcune tipologie di prodotti (dispositivi medici – quali protesi, suture e altri materiali altamente specialistici – e farmaci), al fine di ridurre l’eterogeneità e omogeneizzare i beni messi in gara, si ritiene strategico un forte coinvolgimento a monte degli utilizzatori finali Costituzione di commissioni, per la stesura dei capitolati, composte da figure specialistiche in rappresentanza di tutte le Aziende sanitarie coinvolte nel processo di acquisto

  37. Un modello per la Sicilia –Scelta di centralizzazione/autonomia dei beni e servizi (1/5) • CRITERI PER LA SCELTA: • Grado di standardizzabilità del prodotto • Ruolo del personale sanitario nella scelta del prodotto • Grado di programmabilità del fabbisogno • Presenza di criticità nella struttura dell'offerta (nessuna, alcune, molte)  due aspetti, tra loro correlati, relativi alle caratteristiche del mercato di riferimento: • Grado di concentrazione del mercato • Presenza di mercato prevalentemente locale

  38. Un modello per la Sicilia –Scelta di centralizzazione/autonomia dei beni e servizi (2/5) • Beni da acquistare a livello regionale: • Farmaci • Materiali per profilassi (vaccini) • Servizi: Utenze (Telefonia ed elettricità) attraverso l’individuazione di un gestore unico regionale • Servizi Assicurativi

  39. Un modello per la Sicilia –Scelta di centralizzazione/autonomia dei beni e servizi (3/5) Beni da acquistare a livello di bacino  Obbligatorietà adesione  Beni fungibili, standardizzabili e il cui fabbisogno sia programmabile (Maggior parte di beni e servizi sanitari e non sanitari)  Preventiva verifica della disponibilità di CONSIP S.P.A.  In una prima fase, possibilità di ricorso a gare con più lotti territoriali PRECONDIZIONE: al fine di uniformare i prezzi e le altre condizioni fra i bacini, è necessario il ruolo dell’Osservatorio prezzi

  40. Un modello per la Sicilia –Scelta di centralizzazione/autonomia dei beni e servizi (4/5) Beni da acquistare a livello di bacino Lotto unico: Emoderivati; Prodotti dietetici; Prodotti chimici; Materiali diagnostici per radiologia, lastre RX, ecc…. (ad eccezione dei mezzi di contrasto); Materiali per emodialisi; Materiali e Prodotti per uso veterinario; Combustibili, carburanti e lubrificanti Più lotti territoriali (in una prima fase): Ossigeno; Materiali diagnostici per laboratorio; Mezzi di contrasto; Presidi chirurgici e materiali sanitari; Materiali protesici; Prodotti alimentari; Materiali di guardaroba, di pulizia e di convivenza in genere; Supporti informatici e cancelleria; Materiali per la manutenzione; servizi: Lavanderia, Pulizia, Mensa, Riscaldamento, Rifiuti, Altre utenze (acqua), Manutenzione, Elaborazione dati; Servizi territoriali

  41. Un modello per la Sicilia – Scelta di centralizzazione/autonomia dei beni e servizi (5/5) • Beni da lasciare in autonomia alle Aziende sanitarie • autorizzazione SOLO IN CASI ECCEZIONALI per: • condizioni di mercato • ragioni produttive (es. manutenzioni automezzi) • ragioni diconvenienza economica • fattori strategici – dimensione delle imprese fornitrici (es. cooperative sociali, per servizi assistenziali ed educativi) • acquisti che risultano dalle specificità aziendali (attività effettuate solo da alcune Aziende ospedaliere) •  Minute spese (sotto 20.000 euro)

  42. Un modello per la Sicilia – Sistema di valutazione ed incentivazione • Definizione di obiettivi per: • Direttori Generali  Soglia minima di acquisti centralizzati (es. primo anno: 40% beni e servizi acquistati; aumento minimo del 10% annuo); percentuale di consumo dei beni acquistati (almeno 90% del fabbisogno individuato) • Provveditori  individuazione di obiettivi quantitativi in termini di: riduzione eterogeneità dei prodotti; riduzione giacenze di magazzino; riduzione termini di svolgimento del processo; riduzione variabilità nei prezzi di acquisto; riduzione acquisti in economia • Collegamento degli obiettivi con il sistema di valutazione delleperformance ed incentivazione (premi di risultato) • Monitoraggio e controllo regionale

  43. Un modello per la Sicilia –Regolamento unico regionale per gli acquisti in economia • Predisposizione di un Regolamento degli acquisti in economia unico per tutte le aziende sanitarie della Regione • Alcune linee guida contenute nel Regolamento: • Semplificazione (18 articoli) • Ricorso in via residuale, con motivazione da parte del Responsabile del Procedimento • Massima trasparenza (sito web azienda e Regione) • Autonomia al di sotto dei 20.000 euro • Ampio ricorso a Consip S.p.A. e mercato elettronico

  44. Un modello per la Sicilia – Impatto sul mercato dei fornitori locali • Aggregazione della domanda  inevitabile impatto sul mercato dei fornitori • Da un lato… i volumi di acquisto consentono di attrarre un maggior numero di imprese • Dall’altro… stipula di contratti con fornitori dotati di sufficiente capacità produttiva e tecnico organizzativa – indubbi svantaggi per le piccole e medie imprese • Realtà Siciliana • Pluralità di fornitori locali con un’offerta in linea con le singole necessità aziendali(Ossigeno; Materiali diagnostici prodotti chimici; Presidi chirurgici e materiali sanitari; Materiali protesici; Materiali per la manutenzione; Lavanderia; Pulizia; Mensa; Servizio elaborazione dati; Trasporti non sanitari; Servizio smaltimento rifiuti) • Alcune categorie di prodotti, data le loro caratteristiche specifiche, non risentono dell’introduzione del modello di centralizzazione, in quanto la partecipazione dei soli fornitori locali sembra quasi fisiologica (si pensi ad esempio ai generi alimentari freschi) • Per le altre categorie di beni e servizi: • piena autonomia aziendale di affidamento diretto ai fornitori per acquisti inferiori a 20.000 euro • per gare con importi superiori: procedure di acquisto con più lotti territoriali, per permettere alle piccole e medie imprese di rispondere solo ad una parte della domanda complessiva; possibilità, da parte delle aziende fornitrici, di costituire forme aggregate (associazione temporanea di impresa, consorzi, ecc.)

  45. Fabio Amatucci Professore associato Economia Aziendale, Università del Sannio Ricercatore CERGAS Università Bocconi Via Roentgen, 1 - 20136 Milano ____ Cell. 338 1544759 fabio.amatucci@unibocconi.it

More Related